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Villa Gregoriana
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Parco pubblico voluto da papa Gregorio XVI, “Villa Gregoriana” nacque nel 1835 dalla sistemazione del vecchio letto dell’Aniene, stravolto dalla rovinosa piena del 1826. Con l’apertura del traforo del Monte Catillo l’abitato di Tivoli fu messo al sicuro dalla furia delle acque che, incanalate nel nuovo condotto artificiale, crearono più a valle il maestoso e spumeggiante spettacolo della Cascata Grande, alta oltre 100 metri. 
Il vecchio letto del fiume divenne la meta di un’ardita passeggiata a strapiombo sulla valle che, tra sentieri scoscesi, boschi e gallerie, toccava il belvedere sulla Grande Cascata, penetrava nelle Grotte di Nettuno e delle Sirene, serpeggiava in quello che era stato il letto delle Cascatelle e riemergeva ai piedi dei templi dell’acropoli. 
Da allora, per tutto l’800, la Villa Gregoriana fu tappa di viaggiatori, poeti, artisti, re e imperatori, incantanti dall’artificiosa bellezza del parco. 
Tivoli è uno dei luoghi più celebri del paesaggio italiano, rinomato fin dall’antichità e, dal Settecento, una delle mete d’obbligo del Grand Tour. Nel corso del XIX secolo divenne anche il simbolo di una rinascita: dopo la rovinosa piena che, nel 1826, travolse il vecchio letto dell’Aniene, la vasta area intorno al tratto in cui il fiume precipita nelle celeberrime cascate fu oggetto di un imponente lavoro di sistemazione che portò alla nascita del Parco di Villa Gregoriana, attraversato da un’ardita passeggiata a strapiombo sulla valle che, tra sentieri scoscesi, boschi e gallerie, toccava il belvedere sulla Grande Cascata, penetrava nelle Grotte di Nettuno e delle Sirene e riemergeva ai piedi dei templi dell’acropoli di Tivoli. Da allora, Villa Gregoriana fu una tappa irrinunciabile per viaggiatori, poeti, artisti, re e imperatori, incantati dalla sua bellezza. Appena sorpassato il Ponte Gregoriano, ricostruito dopo i bombardamenti del 1944 uguale all'originale eretto nel 1826 da Gregorio XVI, si trova, a sinistra, la Villa Gregoriana. Fu chiamata Gregoriana in onore del Pontefice Gregorio XVI che, nel 1835 aveva reso possibile la costruzione dei "Canali Gregoriani" rendendo così il fiume Aniene non pericoloso.
Sotto un folto bosco di alberi giganteschi ed oscuri, accanto a cupe e massice vestigia di costruzioni antiche, sull'orlo di baratri vertiginosi, dentro dure rocce e scoscesi dirupi, in mezzo a verdi e brevi radure gloriosamente illuminate dal sole, si svolgono, serpeggiano, si insinuano e procedono, vialetti di mortella, sentieri rupestri, stradicciole scoscese, gradinate corrose, piccole gallerie, che conducono il visitatore alla scoperta delle più impensate e delle più varie visioni. Se si procede verso destra, subito dopo l'entrata, seguendo gli opportuni cartelli, si giunge allo sbocco dei cunicoli, da dove precipita il fiume Aniene per formare la grande cascata. Questi cunicoli, ideati ed eseguiti nel quadriennio 1832-35 dall'architetto Clemente Folchi, furono voluti dal Pontefice Gregorio XVI per evitare che si ripetesse il disastro del 1826; per il quale durante una rovinosa alluvione e piena fluviale, molti edifici erano stati travolti dalla furia delle acque e molte persone avevano perso la vita. Il traforo del Monte Catillo, lavoro difficoltoso e di grande mole, fu portato a termine in maniera perfetta e le acque dell'Aniene, così incanalate, furono rese docili. Dallo sbocco dei cunicoli, accessibile dalla Villa Gregoriana, precipita, come già detto, la grande cascata, alta 120 metri. La cascata, quando viene immessa l'acqua necessaria, è orrida ed affascinante, ed è tra le più interessanti del mondo per il quadro superbo offerto dall'insieme delle bellezze naturali che la inquadrano. Qualche decina di metri più in basso, percorrendo un difficile sentiero, si giunge al così detto "Ferro di cavallo", costituito da un terrazzino sporgente in maniera paurosa sulla grande cascata. Da esso si può ammirare la turbinosa massa d'acqua che sembra precipitare sulla testa di chi guarda, tra un rombo assordante, e la profondità che raggiungono in basso le onde, tra un nimbo di bianco vapore. Ritornando indietro, e discendendo nella parte centrale, della Villa, si incontra il canale della Stipa, utilizzato in passato, durante le alluvioni, come uno dei bracci di sfogo dell'Aniene; quindi troviamo la Grotta di Nettuno e la Grotta delle Sirene, aperte durante lunghi secoli dalle acque dell'Aniene che, con la violenza e la forza corrosero lentamente le rocce, che ancora oggi rivelano all'occhio del visitatore visioni di voragini impressionanti. Dopo la soprastante Grotta di Nettuno, in parte crollata per un'imponente piena del 1836, si apre quella detta delle Sirene, ricca di stalattiti, nella quale l'acqua vortica in innumerevoli cascatelle.Risalendo la Villa dall'altro versante si incontra la galleria Miollis. piccolo tunnel con finestre, scavato nel tartaro dal generale francese Miollis, governatore di Roma nel 1809. Prima di abbandonare la Villa è necessario segnalare che all'imboccatura dei cunicoli (esternamente quindi alla villa stessa) al momento della loro escavazione (1832.35) furono trovati un sepolcreto dell'epoca imperiale con vari monumenti e lapidi, gli avanzi dell'antico Ponte Valerio e i ruderi dell'acquedotto che convogliava le acque dell'Aniene nella Villa di Manlio Vopisco, console romano nel 14 d.C. Della Villa, assai celebrata nei versi del poeta romano Stazio, rimangono solo alcuni ruderi, dai quali tuttavia si può arguire la poderosa magnificenza di quella costruzione accessibile appunto dalla Villa Gregoriana.
Il parco è aperto al pubblico grazie all'intervento del FAI Fondo per l'Ambiente Italiano che, con un'azione di restauro e di valorizzazione, ha arrestato il degrado e ha permesso di nuovo la fruizione della Villa.

Ingresso L’ingresso della Villa si trova nella Piazza Tempio di Vesta, dove è ubicata la biglietteria ed il bookshop. L'uscita è invece su Largo Massimo. Orario d'apertura L’apertura al pubblico rispetta i seguenti orari:
Periodo Orario
dal 1° al 31 Marzo 10 - 14,30 dal 1° Aprile al 15 Ottobre 10 - 18,30 dal 16 Ottobre al 30 Novembre 10 - 14,30 Chiusura: lunedì non festivi. Dal 1° Dicembre al 28 Febbraio apertura solo su prenotazione. Biglietto d'ingresso Età Costo (€) Intero 5,00 Ridotto (Bambini 4-12 anni e Scuole) 2,50 Ridotto (Gruppo adulti) 4,00 Famiglia (Massimo 4 persone) 12,00 Sono previsti sconti per gruppi e famiglie. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Si consiglia di effettuare il percorso di visita dotati di scarpe con suola in gomma: in alcuni punti i sentieri sono scoscesi, rocce e gradini possono essere scivolosi. Attività Visite guidate per gruppi (su prenotazione) Itinerari didattici e animazione per scuole (su prenotazione) Visite-gioco e animazioni per famiglie I Servizi di biglietteria, accoglienza e visite guidate sono affidati a Pierreci - Tel.0774 382733 Come arrivare In treno Linea Roma-Pescara. Giunti alla stazione ferroviaria di Tivoli, attraversando l’antistante piazzale si piega a destra per imboccare Viale Giuseppe Mazzini. Dopo un centinaio di metri si giunge al bivio con la strada Tiburtina-Valeria; oltrepassandolo, si continua a percorrere il predetto Viale che risulta in lieve discesa. Dopo ca. 150 metri si giunge a Largo S.Angelo. Qui è chiaramente visibile il cancello d’ingresso della Villa Gregoriana. Cartina In autobus Venendo da Roma con il Cotral si possono utilizzare varie linee. Se non si vuole camminare molto a piedi, occorre utilizzare la linea Roma (Ponte Mammolo)- Subiaco non per via autostrada scendendo alla fermata di Viale Mazzini. Se invece si preferisce fare quattro passi si può usufruire della linea Roma (Ponte Mammolo)-Tivoli sia per via Tiburtina e Prenestina sia per via autostrada. In questo caso occorre scendere in Viale Tomei (prossimità del Largo S.Giovanni); attraversare il passaggio pedonale su Via Empolitana e quello su Via dell’Aquaregna per proseguire dritto sul marciapiede di Via Roma che costeggia il sottostante bacino artificiale dell’Aniene. Si arriva così a Largo S. Angelo in cui è l’ingresso di Villa Gregoriana. In automobile Venendo da Roma si può percorrere o la Nazionale Tiburtina o la Prenestina ovvero l’autostrada Roma-Pescara uscita Tivoli (seguire poi le indicazioni stradali). Venendo per via autostrada da L’Aquila o da Pescara occorre uscire al casello di Castel Madama (seguire quindi le indicazioni stradali). Si può parcheggiare nel vicino Piazzale Massimo (a pagamento) o in quello (libero) situato sotto Via Roma a ridosso del LungoAniene G. Impastato un po’ più distante dalla Villa. 
CONSIGLI UTILI :
La particolare ubicazione del parco, che scende sino alle più remote profondità del baratro per poi risalirne, i numerosi sentieri che vi serpeggiano immersi in una rigogliosa vegetazione, le varie rampe di scale di collegamento tra i terrazzamenti, le grotte, il terreno a tratti roccioso e scivoloso, rendono impegnativa la visita di Villa Gregoriana. Per affrontarla nel migliore dei modi occorre munirsi di comode scarpe sportive aventi una suola di gomma che garantisce meglio l’adesione al suolo ed evita scivoloni. Pericoloso è poi sporgersi troppo dai parapetti (siano essi in muratura o in legno); i bambini debbono essere sempre tenuti d’occhio dai genitori proprio per scongiurare il verificarsi di tragiche cadute o il lancio da parte loro di sassi, diretti nei sottostanti sentieri o nelle radure, ma che invece potrebbero ferire i visitatori che vi stanno transitando.

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